operAZIONE Decoro Urbano



Ci sono vari tipi di degrado nella nostra città, uno di questi interessa il verde urbano.

Dopo una ricognizione in centro storico, i ragazzi dell’Associazione Culturale AscoliDaVivere, preso atto del fatto che alcune fioriere erano da tempo lasciate nel più completo abbandono, hanno deciso di adoperarsi affinchè, lì dove facevano bella mostra erbacce e sporcizia varia, tornassero a sbocciare i fiori.

Attingendo dal fondo cassa dell’Associazione, sono state acquistate 36 piantine (24 di Petunie e 12 di SunPatiens) che sono state piantumate nelle 12 fioriere di viale De Gasperi che è a tutti gli effetti la prima zona con cui entrano a contatto i turisti (essendo l’abituale parcheggio dei loro pullman) e anche il luogo di passaggio di migliaia di studenti della provincia che in quel punto utilizzano i mezzi urbani per spostarsi.

In più, in sede di riunione, si è deciso di intervenire anche sulla grande fioriera posta in piazza del Popolo all’incrocio tra via Cino Del Duca e via Panichi. La suddetta fioriera accoglieva ormai solo terra e cicche di sigaretta. Quindi nella tarda serata di lunedì 8 giugno i ragazzi di AscoliDaVivere vi hanno piantumato un alberello di Ligustro ed intorno 4 piantine di petunie.

Quello fatto dall'Associazione non vuole essere altro che un piccolo gesto... un gesto che di certo non risolverà i gravi problemi di degrado presenti nella nostra città, ma che vuole essere un segnale per far capire che basta un piccolo impegno da parte di tutti (cittadini e amministrazione comunale) per avere una città migliore sia per noi che per i turisti. Una iniziativa, quella realizzata dall'Associazione, che si inquadra quindi nell'ottica di un proseguimento dell'impegno a favore della città dopo la manifestazione "I Am Ascoli".

L’Associazione intende, in conclusione, ringraziare Traini EcoServices di Villa Sant’Antonio per la collaborazione e la sensibilità dimostrata.

per vedere le foto:
www.ascolidavivere.it/visualizza-news.aspx?idnews=6835

Writers stranieri: «Veniamo in Italia perchè qui non ci succede niente»

I graffittari (o writers) si ritengono artisti che manifestano la propria creatività sui mezzi pubblici a partire da vagoni ferroviari e stazioni.
«È molto grave - commenta il responsabile Protezione aziendale del gruppo Fs, Franco Fiumara - che molti di questi giovani siano stranieri: la Polizia ferroviaria, infatti, in alcuni blitz alla fine dello scorso anno e in gennaio ne ha fermati a Milano e Verona. Erano di nazionalità francese, tedesca austriaca e persino alcuni americani. Alla domanda "perchè venite in Italia a imbrattare vagoni e stazioni?"
la risposta è stata immediata: "perchè qui se ci prendono non ci fanno niente e siamo liberi in poche ore!".
Nei loro Paesi, invece, rischiano alcuni anni di carcere come molti di loro hanno ammesso di aver già scontato»

fonte: il gazzettino edizione nazionale

Muri e monumenti imbrattati? Puliti col bicarbonato di sodio

di Mario Fabbroni
In casa non c'è sporco che tenga. Per strada, invece, pulire sembra davvero impresa impossibile: scritte sui muri, olezzo, spray e graffiti perfino sui monumenti.

Una città non è sporca solo per i rifiuti, ma anche quando l'arredo urbano non ha decoro.
E laddove si tenta un restyling (come per la Galleria Principe di Napoli: chiusa per mesi, riaperta da qualche giorno e già imbrattata), restano impuniti i nuovi assalti dei vandali.
Eppure il decreto sicurezza sancisce pene per chi imbratta ma anche per chi non "protegge" le città: Verona, ad esempio, ha dichiarato guerra ai writers. Napoli invece tollera il degrado, perchè "impotente".
«Solo che nessuno spiega alla gente che non bisogna investire capitali per pulire le città - dice l'imprenditrice Annamaria Rizzo -. Specie ora che graffiti e spray imbrattanti possono essere sconfitti a ripetizione, grazie al bicarbonato di sodio».

Non è una boutade: un potente getto di bicarbonato ed i graffiti spariscono.
Il brevetto è dentro le attrezzature all'avanguardia della Servizi Ambienti Metropolitani, azienda di Mestre con sede anche al Centro direzionale (www.grupposamsrl.com).
«Si chiama "Sobijet": utilizza solo aria compressa, acqua e detergente a base di bicarbonato di sodio purissimo con una particolare granulometria. Siamo pronti a dimostrarne ovunque l'efficacia.
Anche laddove i vandali hanno colpito, come nella bella Galleria partenopea».
I costi di un intervento?

«Molto contenuti, forse anche troppo». Una sfida da raccogliere.
Fonte: 03/06/2009 Leggo Pag. 22 NAPOLI

L'Ambiente degradato, degrada il comportamento.

Immaginate di osservare un tizio armato di bomboletta spray intenzionato a imbrattare un muro pubblico con alcune scritte. Secondo voi è più probabile che imbratti un muro già violato con altre scritte o un muro immacolato?
Il muro immacolato può avere un qual certo effetto attrattivo, ma pare che il costo emotivo di violare un contesto non degradato sia eccessivo anche per chi in teoria non dovrebbe porsi problemi di sorta.
Nel 1982 apparve un articolo sul The Atlantic a firma del politologo James Q. Wilson e del criminologo George L. Kelling nel quale venne proposta la cosiddetta Broken Window Theory, la teoria delle finestre rotte.
Secondo questa teoria le condizioni di degrado di un ambiente hanno un effetto significativo sul comportamento antisociale delle persone. Nella fattispecie essi affermarono che, se un palazzo ha un paio di finestre rotte ed esse non vengono riparate tempestivamente, si assiste alla tendenza da parte dei vandali a romperne altre, eventualmente a introdursi nel palazzo e se non è occupato a occuparlo e ad accendere fuochi all’interno. La teoria, benché suggestiva e tutto sommato ragionevole (se un contesto urbano è degradato vuol dire che nessuno se ne prende cura e quindi posso devastarlo con minor sforzo emotivo) non aveva ricevuto però grosse conferme empiriche.
E’ stato però pubblicato su Science in questi giorni un articolo di alcuni ricercatori della University of Groningen in Olanda, nel quale si dimostra, con diversi esperimenti, che se le persone vedono qualche regola o norma violate (come la presenza di scritte sui muri o veicoli parcheggiati illegalmente) sono più propense a violarne altre, per esempio commettendo furti o spargendo rifiuti.
Vediamo uno di questi esperimenti. I ricercatori hanno attaccato dei volantini ai manubri di alcune biciclette parcheggiate in un vicolo dai muri puliti nel quale era presente un cartello che vietava i graffiti. Nel vicolo non c’erano cestini per i rifiuti. Hanno quindi osservato, senza farsi vedere, quanti ciclisti gettavano i volantini per terra o li poggiavano su altre bici piuttosto che conservarli e portarli con sé per buttarli da qualche altra parte in un secondo momento. Il giorno dopo hanno condotto la stessa osservazione nello stesso posto alle medesime condizioni, con la differenza che sui muri, durante la notte, erano stati disegnati dei graffiti. Alcuni di essi erano semplici scritte, altri erano più elaborati e potevano essere percepiti più come “arte” che come violazione delle norme.
I risultati sono stati eloquenti: quando c’era il cartello di divieto e il muro lindo solo un terzo dei ciclisti gettava via il volantino o lo poggiava su un’altra bici, ma quando i graffiti erano presenti sui muri lo faceva più dei due terzi dei ciclisti.
Gli altri esperimenti sono descritti nel pdf “Materials and Methods” che vi linko in calce al post. La cosa interessante di questi studi è l’evidenza della cosiddetta cross-norm violation, ovvero le persone non sono semplicemente spinte a commettere le stesse infrazioni che vedono commesse da altri nel medesimo contesto, ma hanno maggiori probabilità di violare altre norme anche se non specificatamente già violate.
E’ chiaro che non è possibile individuare nel degrado urbano la causa dei comportamenti di violazione delle regole, ma c’è un’evidente correlazione fra condizioni dell’ambiente e tendenze comportamentali. Questo suggerisce che politiche di prevenzione sono possibili intervenendo direttamente sullo stato dei luoghi, in aggiunta o anche in alternativa agli interventi classici come la repressione o l’educazione, con costi teoricamente inferiori.
Questa sorta di plasmabilità sociale dei comportamenti può essere, è noto, davvero potente. Il Prof. Cialdini, “profeta” dell’influenza sociale e della psicologia della persuasione , sull’articolo di Science Magazine che commenta questa ricerca riporta un suo studio nel quale ha potuto verificare che, se nei bagni di un albergo viene affisso un cartello nel quale si specifica che riutilizzare gli asciugamani per la doccia è salutare per l’ambiente, il 38% degli ospiti li riusa. La percentuale degli ospiti che riutilizzano gli asciugamani sale al 50% se il cartello riporta il dato che “la maggiorparte degli ospiti degli alberghi riutilizzano gli asciugamani”.
La letteratura psicologica, se utilizzata, è talvolta tutt'altro che un esercizio di stile.

Pubblicato da Giulietta Capacchione alle 14:22 in Psicologia sociale

Video documentario realizzato dall'Associazione Amici della Bicicletta di Ascoli Piceno come partecipazione al progetto IAmAscoli

Video presente all'interno della mostra organizzata nella Passeggiata Archeologica del Palazzo dei Capitani di Piazza del Popola ad Ascoli Piceno.
Il video ci mostra cosa ci hanno lasciato i nostri antenati e come oggi lo viviamo.....

I Am Ascoli
Slide sul degrado purtroppo presente nella nostra amata cittadina